Come si fa il vino rosato

STORIA, PRODUZIONE E CARATTERISTICHE

Il vino rosato, spesso considerato un “fratello minore” del vino rosso e del vino bianco, ha in realtà una storia affascinante e delle caratteristiche uniche, che lo rendono per molti il migliore di tutti i vini.

LEGGENDA E STORIA

Secondo la leggenda la creazione del vino rosato va attribuita a un prete di un piccolo paesino. Si narra che il sacerdote, stanco di coltivare il proprio orto per produrre frutta, verdura e il vino della messa, decise di affidarsi sempre più spesso alle donazioni dei fedeli. Quando i compaesani iniziarono a fare meno offerte per combattere la pigrizia del prete, questo adottò una nuova strategia. Si intrufolò nella cantina del villaggio, fece un buco nelle botti e raccolse la bevanda. Le vinacce erano state a contatto solo per poche ore con il mosto e la fermentazione non era ancora iniziata….nacque così il vino rosato!

In realtà le origini storiche sono molto più antiche e incerte, anche se è certo che questa tipologia di vini erano molto diffusi già tra i greci e i romani, soprattutto a causa del metodo di produzione più veloce.

PRODUZIONE

Esaminiamo quindi insieme come viene prodotto il vino rosato.

Molti pensano che il rosato si ottenga mischiando uve bianche e rosse, pratica vietata per legge in tutti i paesi vinicoli (e consentita solo per certi i vini base per la produzione di spumanti). La lavorazione delle uve inizia nello stesso modo dei vini rossi, con la pigiatura e la macerazione del mosto a contatto con le bucce, anche se per un periodo molto più breve (da poche ore a 2 giorni, a seconda del risultato che si vuole ottenere). In un secondo momento vengono seguiti i passaggi della vinificazione in bianco: la fermentazione avviene prevalentemente in contenitori d’acciaio e cemento, poi si procede con la svinatura e l’imbottigliamento.

CARATTERISTICHE

Per via del basso contenuto di polifenoli e della tendenza a perdere rapidamente acidità e aromaticità, i vini rosati non sono adatti per l’affinamento in bottiglia e danno il meglio di sé se consumati entro due anni dalla vendemmia.

Altra importante caratteristica di questo vino è la sua versatilità: si tratta di un vino adatto praticamente ad ogni situazione e che ben si abbina con diverse tipologie di piatti. Un vino a tutto pasto, insomma.

Non vi resta che provarlo…soprattutto se si tratta del nostro Patarosé!