La bottiglia di vino

STORIA E CURIOSITÀ SULLA BOTTIGLIA IN VETRO

Siamo abituati a pensare alla bottiglia di vetro coma all’unico modo per conservare e trasportare il vino, ma la sua storia ci conferma che per molti secoli le alternative principali erano altre. La sua “nascita” ufficiale va fatta risalire al 1652, anche se già in precedenza era usata in occasioni speciali. Scopriamo insieme la sua evoluzione.

PRIMA DEL VETRO

I greci e i romani hanno utilizzato a lungo le anfore di terracotta come recipienti privilegiati per il trasporto del vino, soprattutto grazie alla loro capacità di contenere grandi quantità di liquidi. Per la stessa ragione in Francia sono state introdotte per la prima volta le botti in legno, che ancora oggi vengono usate per l’invecchiamento del vino.

In realtà le prime testimonianze di bottiglie di vetro risalgono al I secolo a.C., anche se si trattava di una produzione limitata e molto costosa. Le tecniche di lavorazione lunghe e complesse e la fragilità dei risultati ottenuti rendevano poco conveniente l’utilizzo del vetro.

I primi segni di un utilizzo più costante delle bottiglie in vetro risale al ‘500, quando a Venezia i maestri vetrai hanno migliorato la tecnica della soffiatura a canna, rendendo le bottiglie più adatte per il servizio a tavola.

L’INVENZIONE DELLA MODERNA BOTTIGLIA IN VETRO

Le condizioni ideali per la nascita della moderna bottiglia di vetro si realizzano in Inghilterra nel XVII secolo, grazie al miglioramento delle tecniche di lavorazione del vetro e, incredibile ma vero, a un decreto del re Giacomo I.

Nel 1615 infatti, preoccupato per il disboscamento delle foreste britanniche “richiesto” dalla fiorente industria, vieta l’utilizzo del legno in diversi settori, compreso quello della lavorazione del vetro.

Questo decreto spinge le industrie a sostituire il legno con il carbone minerale, soluzione che ha portato quasi per caso alla più grande “rivoluzione” nel mondo del vino. Grazie alle altissime temperature dei forni a carbone, infatti, è diventato possibile realizzare bottiglie molto più robuste e adatte al trasporto. Nel 1652 Sir Kenlam Digby, un bizzarro imprenditore e maestro vetraio, produce la prima “English Bottle”, la moderna bottiglia in vetro. La nascita di questa nuova bottiglia va però condivisa con John Colnett, commerciante, marinaio e ufficiale della British Royal Navy, che nel 1661 si accorge delle sua consistenza e decide di brevettarla. Da allora la diffusione della bottiglia in vetro è stata costante, raggiungendo prima Francia e Italia, poi tutto il mondo.

CARATTERISTICHE DELLA BOTTIGLIA DI VINO

Le prime bottiglie erano di forma diversa rispetto a oggi, con una base arrotondata e robusta e un collo lungo, molto più ingombranti e difficili da conservare in cantina. Per favorirne il deposito quindi era necessario modificarne la forma e renderla più slanciata. Nel ‘700 la bottiglia di vetro assume quindi la forma attuale, più facile da collocare grazie a un diametro inferiore alla base.

Ma perché le bottiglie che conosciamo sono sempre da 75 cl? In realtà prima della produzione industriale la capacità variava a seconda della lavorazione e dello scopo per cui erano create. Solo in seguito si è arrivati a questa misura standard. Pare che la scelta di produrre bottiglie da 75 cl derivi dal mondo anglosassone, dove si utilizza il gallone imperiale. Le casse per il trasporto delle bottiglie infatti potevano contenere 2 galloni di vino (circa 9 litri), e i commercianti decisero di trasportare 12 bottiglie per ogni cassa, quindi ognuna doveva essere di 75cl. Mistero risolto!