Il vino e le sue sigle

Sei un vero esperto di vini? Allora sicuramente conoscerai il significato di tutte le sigle che compaiono sulle etichette. E se ancora non le hai imparate, oggi ti faremo un breve riassunto delle sigle e degli acronimi più utilizzati nel mondo del vino, percorrendo la classificazione a “piramide” dai generici vini da tavola della base ai più pregiati ed esclusivi del vertice.

VDT

La sigla VDT indica i Vini da Tavola, cioè tutti quei vini prodotti all’interno della Comunità Europea senza seguire un preciso regolamento disciplinare di produzione. Questi vini hanno un tasso alcolemico compreso tra 8,5% e 15% e l’unico obbligo a cui devono sottostare nell’etichetta è l’indicazione del colore. Possono invece omettere il vitigno e l’annata. Anche se generalmente i vini da tavola sono considerati di bassa qualità, in realtà la denominazione indica solamente che non seguono alcun disciplinare e non ha nulla a che vedere con le caratteristiche del vino.

IGP

Salendo di un gradino nella piramide dei vini troviamo gli IGP, ovvero vini a Indicazione Geografica Protetta. Dal 2010 l’Unione Europea ha riunito sotto questa sigla anche i vini che in precedenza erano classificati come IGT (Indicazione Geografica Tipica). Per rientrare in questa categoria un vino deve essere prodotto per almeno l’85% con uve provenienti dal territorio da cui prende il nome, mentre il restante 15% può anche provenire da altre zone. Non è comunque obbligatorio indicare sull’etichetta il vitigno di provenienza.

DOP – DOC E DOCG

Al vertice delle piramide si trovano i vini DOP, acronimo di Denominazione di Origine Protetta. Questi vini possono essere ulteriormente suddivisi in vini DOC (Denominazione di Origine Controllata) e DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita).

Per poter ottenere questi riconoscimenti prestigiosi i vini devono rispettare alcuni requisiti molto restrittivi.

I vini DOC sono controllati durante il processo di produzione: le uve devono provenire da un territorio e da un terreno specifico, le tecniche di produzione e lavorazione devono rispettare alti standard qualitativi e il vino deve avere caratteristiche finali ben definite da un decreto ministeriale.

DOCG è la massima onorificenza per un vino e viene assegnata solamente a vini DOC da almeno 10 anni, che hanno raggiunto fama mondiale e che si distinguono per pregio e qualità rispetto agli altri DOC. Il processo di conferimento del riconoscimento prevede anche un’analisi durante l’imbottigliamento e una valutazione finale da parte di esperti del settore.

Oggi in Italia esistono più di 300 vini DOC e 74 DOCG.